Donne Romene in Italia, integrazione e comunicazione: ci aiutate?

6 Settembre 2013 di Mauro Lattuada
Robin Hood
Categoria: Arte e Cultura / Diritto / Sherweb |

L’idea l’ha avuta Silvia Dumitrache della

Associazione delle Donne Romene in Italia – A.D.R.I. Onlus

che da anni si occupa del problema misto delle madri straniere all’estero e dei figli minori lontani: mettere in contatto audio visivo le prime con i secondi, oltre ad informare la popolazione straniera in Italia sulle leggi, le norme e le consuetudini del nostro paese. Soprattutto grazie alla rete di Silvia, questo progetto può essere sviluppato come progetto pilota in Italiano e Rumeno e declinato, tradotto e reso fruibile in qualsiasi lingua si renda necessaria.

Il focus sarà sicuramente la donna e le problematiche legate alla sua immigrazione, alla violenza su di esse (fenomeno che in questi anni sta toccando i massimi storici),  alla sua integrazione in un tessuto sociale spesso difficile e poco permeabile. I nostri stranieri sono spesso isolati all’interno delle loro stesse comunità e questo riduce di molto la loro possibilità di comunicare, incontrarsi e avere luoghi sociali se non di vicinato.

La partecipazione a forum tematici, la condivisione di ricette multi etniche, i costanti aggiornamenti di notizie e informazioni di loro interesse mirano ad essere il luogo sociale e accogliente, che possono avere disponibile per il poco tempo libero a loro disposizione.

Con la collaborazione delle scuole romene e l’integrazione di hangout sarà possibile rendere disponibile agli utenti del sito uno strumento di comunicazione audio visiva che permetta alle madri di mantenere una comunicazione costante (e visiva) con i minori in patria. Questo sarà un canale protetto, che garantirà ai due interlocutori la possibilità di un momento di intimità all’interno di vite forzatamente lontane.

Il progetto parte con un presidio fisico, in Cascina Cuccagna, dove un team di esperti affianca Silvia per ricevere quelle donne che hanno bisogno di parlare, chiedere chiarimenti amministrativi e legali, avere supporto. Lo stesso team elaborerà i contenuti del sito, approfondendo i vari temi d’interesse che la community muoverà, e fornendo ai traduttori il necessario per elaborare gli stessi contenuti in tutte le lingue. Il team dei traduttori sarà un team rosa, multietnico, perchè si coordinerà via Internet e farà tutto da remoto.

Perché quest’appello?

Silvia opera in autonomia, lottando per questo progetto da anni. Stiamo cercando risorse che abbiano voglia di partecipare al tavolo di progettazione, da un lato, ma anche enti che siano disposti a finanziare i piccoli costi degli step che permettano a Silvia di tradurre l’idea in codice, per avviare il progetto online. A Silvia servono 5.000€ di finanziamento a fondo perduto per avviare a Settembre la macchina che le permetta di essere online, noi Green Geek la affianchiamo come volontari per sviluppare e rendere web l’idea, e a cercare le risorse per farlo.

Invito pubblico:

Come da abitudine il luogo migliore per discuterne è la Cascina Cuccagna, dove ci incontreremo il 22 Settembre per una film, una birra e per raccogliere le idee con tutti quanti vorranno dare un contributo per l’integrazione della nostra popolazione straniera.

Il progetto editoriale:

Il sito (sul cui brand ci stiamo ancora confrontando) sarà una sorta di testata giornalistica e informativa per gli stranieri. Disporrà di un canale tematico youtube, con una serie di video multilingue informativi su usi, consuetudini e abitudini italiane, fornendo una basa informativa sulla mobilità, la sanità, leggi e leggi del lavoro. Avrà una sezione di comunicazione diretta con gli operatori, forum tematici per gli argomenti di interesse comune, una rassegna stampa estera, una sezione dedicata alla cucina e una dedicata ai corsi di Italiano.

I contenuti multilingue verranno prodotti dalla redazione e tradotti per lingua dai vari contributori, alla piattaforma si potrà accedere in due modalità: identificata (anche tramite Google e Facebook Connect) e anonima, scegliendo così di “celare” la propria identità. Questa scelta serve a dare sicurezza a quelle madri che non vogliono far sapere di trovarsi in Italia nel proprio paese, pur rimanendo connettibile al sistema di videoconferenza con il figlio, processo per il quale viene verificato il vero nome del richiedente. Così si permette all’utente di partecipare comunque alla community, nascosta da un avatar standard.  I moderatori saranno parte della community e facilmente identificabili, e si occuperanno di controllare l’andamento della piattaforma.

E’ già iniziata una sperimentazione su  alcune delle biblioteche pubbliche del programma Biblionet.

Aspettiamo anche voi in Cascina!

Qualche link per approfondire:

http://www.studiolegalelops.it/2013/05/21/tribunale-di-milano-le-figlie-che-rifiutano-di-incontrare-la-madre-riprendano-i-contatti-via-skype/;

http://www.ladyo.it/2013/incontro-madre-figli-anche-a-mezzo-skype/20803;

Il progetto la “la mamma ti vuole bene”

La pagina di Facebook dall’associazione e del progetto   “la mamma ti vuole bene”

https://www.facebook.com/AssociazioneDelleDonneRomeneInItalia?fref=ts


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